giovedì 26 novembre 2009

non tutte le parole sanno essere belle, alcune sono fatte solo per essere vere

faccio di te ciò che sono
facendo di me quel che resta.
anche se non ci sei ci sei,
ci sono anche se non ci sono.
siamo lì

martedì 17 novembre 2009

una frazione d'universo nell'universo di un istante

è l'incarnazione dell'ossigeno,
una paralisi
da 180 battiti al minuto.
quel che cerco
che manca
che non so
che non ho.
il margine di miglioramento
alle soglie dello svenimento,
al di sopra della scelta
al di fuori del controllo.
sembri uscita da un quadro di Picasso
dove il tempo non ha età,
dalle periferie di Manchester
quando le giornate finiscono presto,
da un castello dell'alto Medioevo
quando la vita costava poco,
da un duello nel lontano Giappone
dove la morte è come un trionfo.
la libertà dalle pene.
sei il ricordo che sfugge all'oblio
nell'eternità dell'attimo,
sei la vita che prende il sopravvento
sconfiggendo il tripudio delle ricadute.
immortale
dentro di te.
piangi amore mio
piangi con me
con me.

giovedì 12 novembre 2009

sintesi dell' approccio alle cose in uno squarcio di quotidianeità

ho appena scoperto per puro caso e con sprezzante per quanto inconsueto disinteresse personale, di aver buttato letteralmente nel cesso l'importo pari a duemilacinquecento euro circa..tale "bonus" mi sarebbe spettato di diritto in merito al mio status di studente universitario (disabile) fuori sede..certo, avrei forse dovuto fare un pò più di attenzione, ma non ho mai avuto un buon rapporto con le scadenze, bollette comprese..l'unico dispiacere che realmente mi pervade, oltre al fatto di aver regalato la suddetta cifra alle ben oltremodo rigonfie tasche dello stato(e quindi gettata nel cesso), è che avrei potuto farne un buon uso, viaggiando, spendendo in cultura, esperienza, e di conseguenza avrei speso conoscendo e crescendo..ma apparte questa microparentesi di oggi, tutto resta uguale, immutato, e domani probabilmente non mi rimarrà niente delle cose di oggi, proprio come oggi nulla permane delle cose di ieri..perchè le cose non guidano le mie giornate, nè mai le guideranno...spero solo che quella cifra, per alcuni misera per altri salvifica, possa infine arrivare, dopo interminabili e rocamboleschi tira e molla, nelle giuste mani; mani che sappiano utilizzare il valore per creare valore..ma questa altro non è che una delle mie tante illusioni, e intanto alla Sapienza si brinda e mi si ringrazia a distanza..
non c'è di che!

mercoledì 4 novembre 2009

Sono già vecchia


D'altronde come tanti anni fa....

...mi affaccio alla finestra e sono già vecchia...

mi guardo allo specchio e sono già vecchia...

è un attimo per vivere

per gioire ,per piangere,per non rassegnarsi

e poi come un bambino

accettare malvolentieri di andarsene

perchè la festa è finita ,il resto è concluso.


Ci sono stati anni in cui

le nuvole fuori dal mio giardino erano

ancora più scure,ci sono stati anni in cui

era tanto freddo e nessuno mai avrebbe bussato alla porta.

Vivere sperando è cosa buona,

vivere non agendo è un pò come una morte a rate.


E allora anche oggi mi riaffaccio alla finestra

il cielo è grigio

l'aria è quella fredda di novembre

la stessa aria di quando per la prima volta

mi portarono a un cimitero.

Il cimitero degli innocenti,lo avrei chiamato

se solo poi non avessi scoperto che anche i morti hanno le loro colpe

che poi i vivi devono scontare.


é l'ennesimo naufragio

la mia violenza d'animo,stamane.

Nasce e muore come un aborto,non esiste

in quanto non viene a galla

la coscenza,

nemmeno oggi.


Mi guardo allo specchio

sono già vecchia.

Ma lo specchio è l'asfalto:

la vita per una volta

sembra imprevedibile anche da qui.


martedì 3 novembre 2009

terrore da palinsesto

domenica 1 novembre 2009

..a proposito della neve fradicia

quando dalle tenebre dell'errore
con parole di ardente persuasione
io trassi la tua anima caduta
e piena di profonda sofferenza
torcendoti le mani,
tu esacrasti
il vizio che ti aveva raggirata;
e quando,
castigando col ricordo
la coscienza di labile memoria,
tu
raccontavi a me tutta la storia
di quanto era accaduto nel passato,
e poi,
nascosto il viso tra le mani,
sopraffatta da orrore e da vergogna,
indignata, scoinvolta,
tu piangesti...
eccetera, eccetera
[Nekrasov]

Assenza

Buia la casa, e solitaria,
Di notte a cercarti fra i passi
Crepitanti dei cocci
Dei guaiti, nel petto quasi come
Lamenti romiti.

Odo, eppure, e per che sia
Dei passi il tuo sorridere giocoso,
Spensierato tintinnio.

S’è infranto il sogno:
Di vita schegge
Del sembiante d’esistenza
Vetroso
Sul volto mi cadono
Nell’insueto oblio.