venerdì 17 aprile 2009

Conversazioni rosa confetto.(Fersen ama Antoinette)

20 giugno 1774,Versailles,Parigi.

Solo fiori.Finestre aperte...aria di gigli e clamidia....
Non è mai stato troppo facile sopravvivere a se stessi,quando si annega tra l'assenzio
e la menta aromatica.Cioccolato del Paraguay e lampone basco.
Fersen illuminava l'aria ed io di quell'aria ero la protagonista.
Bastava nettare e profumo di Grasse e poco sano feticismo.
Poi lenzuola, statue e veneziani.
Affogare tra i cuscini per non ricordare più il Danubio.
Gli occhi sono solo l'ultima delle menzogne barocche del secolo passato.
-Ciò che a me interessa è il tuo corpo e l'incedere della tua parola.
Il sesso.La saliva tra le gambe e il tabacco americano.Inoltre
ho perso il senno per te per la sensibilità romantica che aihmè non ci farà protagonisti nel secolo seguente...tuttavia caro sei il primo lampo,la scintilla
di un futuro trionfale.
E ti amo.E sono triste.E piango.
Per non averti materialmente dentro di me.-
La gente parla di noi.
L'Obeso è troppo obeso
Mercy ha capito tutto
Madame Lamballe veglia fiduciosa.
E io godo del tuo sesso e questi orgasmi decorano l'aria.
Questi giardini ricordano la tua terra,il rosa smaliziato dei nastri da bambina
il verde inquietante della zia mai sposata.
Portami nella tua Stoccolma.
IO valgo di più di Elena di Troia.
E di certo non ho Menelao pronto a dichiararti guerra per il furto
di un'amore comprato.
Sai di amore,Axel,sai di buono...

Bellissima Musa,ispirami,Stoccolma è troppo fredda.
Stoccolma è già morta nei sogni miei quando ti ho vista.
Sei il trionfo della vita e conseguenza della morte stessa.
Posso donarti la mia stanza,
la mia malinconia,il mio amore sincero,il corpo di un soldato,
la forza di Cesare,la fine di Ettore.
Celebrando il tutto con lo sperma tra i seni.
Antoinette.Il tuo nome mi appaga.Ti amo.

Scivoliamo tra le dune d'Egitto.
Quando ferisce Amore, finisce con la morte
e i luoghi .
A entrambi il destino di uno stupro popolare,
che finisce con emoragie interne e monconi alla testa.

Eppure ci amiamo.Ce ne freghiamo dello Stato e dei porchi.
Godiamo.

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