faccio un passo avanti dentro me
e d'improvviso,
un pò per paura un pò per amnesia,
cedo il passo appena fatto,
e annego al solito della mia follia..
un incendio durato un millennio intero
pareva un sogno,
ma so ben bene che era vero..
ad esser sinceri
tra sogno e realtà,
quale sia la differenza
solo la contraddizione lo sà..
voglio accecare i miei occhi, sentire,
voglio scrutare i tuoi occhi
e spiarci svanire..
voglio soffrire il bisogno del nostro cordoglio,
voglio epurare la voglia
del nostro fondere, unire..
voglio ferirlo al primo risveglio
e poi medicarlo in ogni bisbiglio..
voglio l'accento in ogni momento,
voglio il sudore del tuo onesto rancore..
voglio il tormento del mio patimento,
voglio morire dinanzi al tuo fiero apparire..
voglio portarlo oltre il confine umano immaginabile,
voglio esacrare l'immenso e l'infinito
e poi rendere l'innocente labile..
voglio abduzione, voglio idiosincrasia,
voglio pressione per la nostra autarchia..
che sia tensione, che sia distrazione,
sia profana mania, sia sacrale poesia..
è lo scorrere delle mie funeste nefaste parole,
a coltivare bruciore nel terreno del cuore..
di giorno in notte, uccide e duole..
nel silente rumore colpisce,
e pur vivendo, muore..
voglio ubriacarmi di gioia
e insieme a te,
overdosi di noia..
voglio creare e disfare,
voglio credere voglio volare..
voglio cadere per poi risalire,
voglio tentare, esponenziare, diminuire..
voglio detonare, accelerare, confluire,
per poi cedere e ricucire..
un pò per gioco un pò per mania,
come due pazzi e una sola follia..
spero vivamente che tu senta del male
perchè è solo nel male,
che io mi riscopro leale..
sono fuori dal quando,
sono fuori dal dove,
perdo il tempo e aspetto
che si avveri l'atteso,
onirico,
condiviso errore..
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